INFN

Prove di CTA sull’Etna

Il telescopio ASTRI a Serra La Nave sul Monte Etna, che sarà inaugurato ufficialmente il 24 settembreMercoledì 24 settembre presso la stazione osservativa di Serra la Nave dell'INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania, inaugurazione di SST, il prototipo dei telescopi di piccola taglia che comporrà parte della estesa rete di rivelatori del Cherenkov Telescope Array (CTA). Giovanni Pareschi (INAF): «siamo il primo gruppo che farà un test con un telescopio prototipale completo che rispetta perfettamente i requisiti imposti dal programma CTA» Continue reading

AMS mette alla prova i raggi cosmici

EZTV_433_ISS_Downlink_3_2011-04-18_05h26m33sSono stati pubblicati oggi su Physical Review Letter i nuovi risultati dell’Alpha Magnetic Spectrometer in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale. Le misure del flusso di elettroni e positroni, grazie alla loro precisione e alla loro estensione in un intervallo di energia mai esplorato precedentemente, ci regalano importanti informazioni sull’origine di queste componenti della radiazione cosmica e il loro legame con la materia oscura Continue reading

I NUOVI RISULTATI DI AMS-02 APRONO GLI ORIZZONTI DELLA COMPRENSIONE DEI RAGGI COSMICI

Comunicato congiunto INFN-ASI. Sono stati pubblicati oggi su Physical Review Letter i nuovi risultati dell’Alpha Magnetic Spectrometer in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale. Le misure del flusso di elettroni e positroni, grazie alla loro precisione e alla loro estensione in un intervallo di energia mai esplorato precedentemente, ci regalano importanti informazioni sull’origine di queste componenti della radiazione cosmica e il loro legame con la materia oscura.

Il grande cacciatore di antimateria Alpha Magnetic Spectrometer (AMS), al quale l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è in orbita attorno alla Terra a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dal maggio 2011. I due articoli pubblicati oggi su Physical Review Letters descrivono alla comunità internazionale i risultati nella misura di positroni fino a energie di 500 GeV ed elettroni a energie fino a 700 GeV, basati su 10 milioni di elettroni e positroni identificati tra i 41 miliardi di raggi cosmici raccolti nei primi 30 mesi della missione. Questi risultati estendono e migliorano le prime osservazioni pubblicate nella primavera dello scorso anno. Le nuove misure raggiungono un limite di energia finora inesplorato per queste componenti della radiazione cosmica e, grazie anche alla loro precisione, aprono nuovi orizzonti nella ricerca di fenomeni ancora sconosciuti in atto nel nostro universo.  

È passato quasi un secolo da quando Carl Anderson identificò il primo positrone, la prima particella di anti-materia tra la miriade di particelle che costituiscono i raggi cosmici. Da allora, numerosi esperimenti hanno dato la caccia a elettroni e positroni, per cercarne le origini e capire i meccanismi con cui arrivano alla Terra viaggiando nello spazio della nostra galassia. L’identificazione diretta dei positroni è particolarmente significativa per lo studio di fenomeni non ancora noti. Deboli quantità di antimateria possono, infatti, essere generate nell’urto tra le particelle che compongono la radiazione cosmica e le polveri interstellari, ma la loro presenza è attesa scemare rapidamente al crescere dell’energia. Invece, la frazione di positroni osservata da AMS cresce rapidamente a partire da un’energia di 8 GeV, indicando l’esistenza di una nuova sorgente di questa componente di antimateria rispetto a quanto previsto dalla loro produzione “standard” nella radiazione cosmica. L’eccesso osservato di positroni appare isotropo entro un’incertezza del 3% suggerendo che non ci siano direzioni particolari da cui nasce questo eccesso di positroni. Un’analisi dettagliata del tasso di crescita della frazione di positroni con l’energia esclude strutture fini, e per la prima volta indica chiaramente il raggiungimento di un valore massimo della frazione a energie attorno ai 275 GeV. Un punto importante da affrontare per l’interpretazione di questo risultato è se questo aumento della frazione di positroni sia dovuto a una sorgente aggiuntiva di positroni o a una “sparizione” di elettroni.  
Oltre all’eccesso di positroni, il secondo risultato che AMS pubblica oggi riguarda lo studio del flusso separato di elettroni e positroni, ovvero la misura del numero di queste particelle che arriva nell’unità di tempo alla sommità dell’atmosfera terrestre, e ne caratterizza con estrema precisione l’andamento con l’energia. I risultati indicano chiaramente che non ci sono brusche variazioni nello spettro dei flussi di elettroni, confermando quindi che l’andamento con l’energia della componente dei positroni richiede la presenza di nuovi fenomeni per la loro produzione. Questi risultati sono di estrema importanza per tracciare un identikit di possibili sorgenti di antimateria e discriminare il contributo della materia oscura. Collisioni di materia oscura producono, infatti, antimateria (positroni, antiprotoni) e, a seconda del tipo di materia oscura considerato, sono attesi diversi andamenti in dipendenza dall’energia dei flussi di particelle prodotte. I risultati pubblicati oggi in Physical Review Letters definiscono con alta precisione le caratteristiche dell’eccesso di positroni in funzione dell’energia e sono consistenti con particelle di materia oscura (neutralini) di massa dell’ordine di 1 TeV. Tuttavia, per stabilire se l’origine dell’eccesso dei positroni sia realmente legato alla materia oscura o se sia dovuto a sorgenti astrofisiche, ad esempio pulsar, dovrà essere esteso ulteriormente l’intervallo di energia della misura per determinare le modalità con cui la frazione di positroni decresce dopo aver raggiunto il suo massimo. Di particolare importanza sarà anche il confronto dell’effetto osservato con quello misurato in altre componenti di antimateria, ad esempio gli antiprotoni. Queste misure sono attualmente in corso in AMS e saranno oggetto delle prossime pubblicazioni.

“L’Universo è il laboratorio per eccellenza, dove materia ed energia coesistono – sottolinea il presidente dell’ASI, Roberto Battiston –  in condizioni che spesso non possono essere riprodotte sulla Terra. Le misure di AMS-02 sono un indizio dell’esistenza di nuovi fenomeni fisici, la cui natura deve essere ulteriormente chiarita. Questi risultati sono stati resi possibili grazie alla precisione dei dati di AMS-02 che, cento anni dopo la scoperta dei raggi cosmici da parte di Victor Hess, ne permette lo studio con una accuratezza ineguagliabile. L’ASI con INFN e l’industria nazionale ha dato un contributo determinante nel corso degli ultimi venti anni a questo successo della ricerca nazionale”.

“Questo risultato rappresenta un importante passo avanti nello studio di un fenomeno (l’eccesso di positroni) che era stato riscontrato per la prima volta nell’esperimento spaziale PAMELA, e che oggi viene misurato da AMS-02 con una precisione e un’estensione nell’intervallo di energia senza precedenti”, commenta il presidente dell’INFN, Fernando Ferroni. “La sinergia tra INFN, ASI e industria italiana coglie con il nuovo risultato di AMS-02 un frutto importante, migliorando significativamente la conoscenza di un fenomeno che presenta ancora risvolti misteriosi e quindi con potenzialità di nuove scoperte”, conclude Ferroni.

SCHEDA DELL’ESPERIMENTO

La missione. AMS è frutto di una collaborazione internazionale, diretta dal Premio Nobel S.C.C. Ting del MIT, i cui membri provengono da 15 nazioni in tre continenti, America (USA, Messico), Europa (Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Finlandia, Portogallo, Russia, Svizzera, Turchia) e Asia (Repubblica Popolare Cinese, Taiwan, Corea). L’Italia ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione di questa impresa scientifica: la maggior parte dei rivelatori a bordo di AMS sono stati realizzati nel nostro paese grazie all’eccellenza scientifica e tecnologica raggiunta nel settore dai gruppi dell’INFN e delle Università coinvolte in questo esperimento e il contributo delle principali industrie aerospaziali italiane sotto il coordinamento dell’ASI.
Portato in orbita nel 2011 grazie alla missione Da.Ma dell’ASI – STS 134 Shuttle Endevour,  con a bordo anche l’astronauta italiano dell’ESA e colonnello dell’Aeronautica Militare, Roberto Vittori – e istallato sulla ISS in base ad un accordo tra la NASA e il DoE (Department of Energy), le operazioni dello strumento sono condotte dai membri della collaborazione nel centro di controllo (Payload Operation Control Center) situato al CERN di Ginevra e in stretto coordinamento con il team di supporto della NASA presso il Johnson Space Center. Copia integrale dei dati dall’esperimento è trasmessa e analizzata al centro di calcolo CNAF dell’INFN e distribuita quindi all’ASI Science Data Center (ASDC).
In Italia, la missione è stata realizzata congiuntamente da INFN e ASI sia nella fase di sviluppo della strumentazione (2000-2011) che nell’attuale fase di operazione in orbita e di analisi dei dati scientifici. Roberto Battiston dell’Università di Trento/INFN-TIFPA, e recentemente nominato presidente dell’ASI,  è deputy-spokesperson della collaborazione internazionale. Bruna Bertucci dell’Università di Perugia/INFN-Perugia coordina la collaborazione italiana, che vede la partecipazione di cinquanta ricercatori dell’Università e delle Sezioni INFN di Bologna, Milano Bicocca, Perugia, Roma “La Sapienza”, Pisa, Trento e presso il centro ASDC.

Lo strumento. AMS è un esperimento che, utilizzando lo stato dell’arte nel campo dei rivelatori di particelle elementari, studia problemi di fisica delle astro particelle, misurando con altissima precisione il flusso dei diversi tipi di raggi cosmici nello spazio. Opera ininterrottamente dal 2011 e continuerà la sua ricerca fino al mantenimento in funzione della ISS. Le caratteristiche tecniche dello strumento e la sua attività per almeno una decade, permetteranno lo studio di precisione dei raggi cosmici nell’intervallo di energie che va da centinaia di MeV a parecchi TeV, al fine di effettuare ricerche per verificare l’esistenza o l’assenza dell’antimateria generata nei primi istanti di vita dell’universo e la natura della materia oscura, due problemi di fondamentale importanza nel campo delle astroparticelle. Gli obiettivi scientifici primari di AMS coprono problemi sostanziali della fisica delle astroparticelle: l’esistenza o assenza dell’antimateria nucleare (nuclei di antielio o di anticarbonio) fino a energie di migliaia di miliardi di elettronVolt. La rivelazione di anche un solo antinucleo di elio avrebbe conseguenze rivoluzionarie per la nostra comprensione del Big Bang; la ricerca indiretta dell’esistenza della materia oscura nella nostra galassia attraverso la misura di precisione di positroni, antiprotoni e raggi gamma di alta energia. AMS affronta anche questioni importanti nel campo dell’astrofisica: la misura dell’abbondanza degli isotopi leggeri nei raggi cosmici; la misura di precisione del flusso e della composizione di raggi cosmici prima del loro ingresso nell’atmosfera; lo studio dell’interazione dei raggi cosmici con il campo geomagnetico.

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Notte per la ricerca 2014

La locandina dell'evento. Per l'edizione 2014 della notte della ricerca il tema scelto è: sogno, creatività, futuro.300 eventi in tutta Italia, 300 città coinvolte in tutta Europa: è la Notte dei Ricercatori. 22 città, da Bolzano a Catania, porteranno i ricercatori fuori dai laboratori per avvicinarli al pubblico con mostre, spettacoli, concorsi Continue reading

NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI: DECINE DI INIZIATIVE INFN IN TUTTA ITALIA

È stata presentata oggi alla stampa la Notte Europea dei Ricercatori, appuntamento che quest’anno si terrà, in contemporanea in tutta Europa, venerdì 26 settembre e che vede oltre 300 eventi in programma in tutta Italia. Giunta alla nona edizione, l’iniziativa porta in prima fila i ricercatori italiani con decine di iniziative organizzate dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che partecipa ai progetti Dreams, Tracks, Sharper, finanziati dalla Commissione Europea, e alle iniziative di Venetonight.

Numerosi e variegati gli eventi in programma per la serata del 26 settembre: stand in piazza, aperitivi scientifici, conferenze-spettacolo, concerti, una corsa podistica notturna, viste guidate ai laboratori, seminari per il pubblico e per le scuole e anche uno speciale annullo filatelico targato Notte Europea dei Ricercatori ai Laboratori del Sud. [e.c.]

La manifestazione tocca tutta la penisola con iniziative realizzate dall’Infn a Assergi, Bari, Bologna, Cagliari,Cascina, Catania, Ferrara, Frascati, L'Aquila, Milano, Padova, Pavia, Pisa, Roma, Torino e Trieste.

Sito web nazionale: http://www.nottedeiricercatori.it/

Progetto DREAMS: Laboratori Nazionali del Sud e di Frascati, Trieste, Bologna, Milano, Ferrara, Catania, Bari, Cagliari, Pavia e Pisa e Cascina

Sito web: http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2014/programma/

Progetto SHARPER: a L'Aquila -  Laboratori Nazionali del Gran Sasso e GSSI - Sezione di Perugia

www.sharper-night.eu

Progetto TRACKS: sezione di Torino

http://piemonte.nottedeiricercatori.it/

VENETONIGHT – Laboratori Nazionali di Legnaro e Sezione di Padova http://www.venetonight.it/

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Caccia agli asteroidi, pochi risultati per la NASA

Elaborazione artistica dell'impatto con un meteorite ghiacciato gigante. Crediti: MARK A. GARLICK, SPACE-ART.CO.UK, UNIVERSITY OF WARWICK AND UNIVERSITY OF CAMBRIDGELo sforzo dell'agenzia spaziale americana di identificare asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra sta perdendo colpi. Secondo un recente rapporto, i ricercatori non ce la faranno entro il 2020 a classificare il 90% degli oggetti che passano a 45 milioni di km dal nostro pianeta. Il problema è al vertice Continue reading

QUATTRO FRANCOBOLLI PER I LABORATORI INFN

Sono stati presentati oggi, nella sede di via Veneto del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, i quattro francobolli della serie “Le Eccellenze del Sapere” dedicati ai Laboratori dell’INFN: Laboratori Nazionali di Frascati, del Gran Sasso, di Legnaro e del Sud. I francobolli, del valore di 0,70 euro ciascuno, raffigurano un esperimento di ciascun laboratorio: il rivelatore KLOE dell’acceleratore di particelle DAFNE per i LNF, L’interno (i fotomoltiplicatori) dell’esperimento Borexino per i LNGS, un dettaglio dello spettrometro per raggi gamma AGATA dei LNL e il Ciclotrone Superconduttore K800 per i LNS. I francobolli, che hanno una tiratura di 2 milioni e 700.000 esemplari si possono acquistare negli uffici postali e nelle tabaccherie convenzionate. L’emissione è accompagnata da una serie di prodotti filatelici tra cui il bollettino illustrativo a firma del presidente dell’Infn.

“Un riconoscimento che ci onora e ricorda la ormai sessantennale attività dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nel campo della ricerca fondamentale. ¬- ha commentato il presidente dell’INFN Fernando Ferroni - I nostri laboratori nazionali, oggetto dell’emissione, sono l’asse portante della capacità dell’INFN di essere protagonista nella ricerca. Infrastrutture costruite nel passato e continuamente rinnovate per stare al passo della concorrenza internazionale. Un modello importante per il paese anche nel quadro in evoluzione delle infrastrutture europee”.

Sono particolarmente lieta del contributo di Poste Italiane alla diffusione di ben quattro francobolli che celebrano “Le Eccellenze del Sapere” – ha detto il presidente di Poste Italiane, Luisa Todini. - Le emissioni dedicate ai Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare che operano nel nostro Paese rappresentano il segno della genialità degli scienziati italiani, al servizio del progresso e dello sviluppo. Una grande azienda, fortemente radicata sul territorio, che investe nell’innovazione e nella tecnologia per rendere ancora più fruibile l’offerta dei servizi, attraverso l’evento di oggi intende contribuire a consegnare alle generazioni più giovani messaggi di speranza e di promozione del sapere attraverso un oggetto, come il francobollo, semplice e allo stesso tempo capace di conservare e diffondere l’importanza dei valori della cultura e della scienza”, ha concluso Todini. [e.c]

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Scheda approfondimento

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NASA E INFN FIRMANO ACCORDO DI AFFILIAZIONE

Comunicato stampa congiunto INFN-NASA. La NASA e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) hanno firmato oggi un accordo di ricerca, sulla base del quale l’INFN diviene ufficialmente Membro Affiliato di SSERVI (Solar System Exploration Research Virtual Institute), l’istituto virtuale della NASA dedicato alla ricerca ed esplorazione del sistema solare. L’INFN è così primo partner italiano di SSERVI, e la collaborazione tra i due Istituti sarà su programmi senza scambio di fondi.

“L’INFN è l’Istituto dedicato alla ricerca fondamentale nei campi della fisica nucleare, subnucleare, astroparticellare e dei relativi sviluppi tecnologici. SSERVI rivolge la ricerca di base e quella applicata alla Luna, agli asteroidi vicini alla Terra, alle lune di Marte Phobos e Deimos, e gli ambienti spaziali vicini a questi corpi celesti. Siamo ansiosi di vedere le scoperte scientifiche che deriveranno da questa collaborazione”, commenta Yvonne Pendleton, direttore di SSERVI.

L’accordo è stato siglato oggi dal presidente dell’INFN, Fernando Ferroni, e dal vice direttore di SSERVI, Gregory Schmidt (per conto di Yvonne Pendleton). Tra gli altri, anche il direttore associato di SSERVI, Doris Daou, il membro di giunta INFN, Speranza Falciano, e il capo della Divisione Ricerca dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, Fabio Bossi, hanno partecipato all’evento.

“È un momento speciale per l’INFN”, sottolinea Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Poter mettere a disposizione l’esperienza e le capacità dei ricercatori dell’Istituto in una collaborazione con la NASA, la più prestigiosa agenzia spaziale al mondo, è motivo di orgoglio e grandissima soddisfazione. Questo tra l’altro dimostra che le tecnologie sviluppate nella ricerca “curiosity driven” trovano applicazioni importanti in campi anche molto diversi da quelli di origine”, conclude Ferroni.

La proposta dell’INFN per divenire membro Affiliato associato di SSERVI, sottoposta dal coordinatore del progetto Simone Dell’Agnello, è stata selezionata quando abbiamo capito che l’INFN conduce attività di ricerca complementari che aiuteranno la NASA nel raggiungimento dei suoi obiettivi nell’esplorazione umana del Sistema Solare.
La nuova collaborazione scientifica tra i due istituti prevede lo sviluppo futuro di attività congiunte, lo scambio di scienziati impegnati in studi rivolti all’esplorazione e ricerca spaziale e la fruizione condivisa dei rispettivi laboratori di ricerca.

In particolare, l’INFN sviluppa e caratterizza indipendentemente retroriflettori da installare sulla Luna e sui satelliti di Galileo, il sistema satellitare di navigazione globale (il “GPS” europeo), e calibra rivelatori di particelle e astroparticelle di cui molti sono in dotazione al CERN e altri già impiegati in attività spaziali.

“Circa 10 anni fa, ci siamo focalizzati sul posizionamento di precisione nello spazio tramite l’uso di retroriflettori laser con lo scopo di farli diventare strumenti avanzati per la fisica fondamentale e per quella applicata nell’intero Sistema Solare. Abbiamo costruito un nuovo laboratorio, abbiamo proposto nuove idee ed esperimenti per ricerche sulla Luna, Marte e anche oltre”, spiega Simone Dell’Agnello. “Aver portato l’INFN a stringere un accordo di partnership con la NASA della Silicon Valley è come realizzare il nostro “sogno californiano”, conclude Dell’Agnello.

“I nostri partner italiani hanno messo insieme una proposta convincente che delinea più argomenti per una ricerca collaborativa. In particolare, i loro punti di forza in settori come i laser retroriflettori offrono sia un forte ritorno in scienza, sia un potenziale per nuove missioni. Questi risultati saranno importanti per la NASA e per i suoi partner internazionali che conducono con successo le ambiziose attività esplorative del Sistema Solare con robot ed esseri umani, e ci auguriamo una stretta e lunga collaborazione tra i nostri rispettivi Paesi”, ha commentato Greg Schmidt, vice direttore di SSERVI, che segue anche i partenariati internazionali dell'Istituto.

Con base e gestito all’Ames Research Center della NASA, a Moffett Field, in California, SSERVI è un istituto virtuale che, insieme a partnership internazionali, riunisce i ricercatori in un ambiente virtuale collaborativo. Il modello di istituto virtuale consente di costruire una squadra incrociata e di condurre ricerche interdisciplinari che spingono oltre i confini della scienza e dell’esplorazione. SSERVI è finanziato dalla Science Mission Directorate e dalla Human Exploration and Operations Mission Directorate della NASA a Washington.

Per maggiori informazioni sul SSERVI: http://sservi.nasa.gov

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