Fisica

Origliando con le pulsar i brusii gravitazionali

Una ricerca sperimentale condotta dai ricercatori del progetto International Pulsar Timing Array suggerisce la presenza di un vero e proprio “brusio” cosmico prodotto da onde gravitazionali di frequenze ultra basse (da miliardesimi a milionesimi di Hertz) emesse da una moltitudine di coppie di buchi neri super-massicci. Fra gli autori, anche ricercatrici e ricercatori dell'Istituto nazionale di astrofisica e dell'Università di Milano-Bicocca Continue reading

Tecnologia per rivelatori Cherenkov miniaturizzati

La scoperta di un nuovo tipo di radiazione a elettroni liberi, prodotta dall’interazione tra particelle cariche veloci e le cosiddette onde di superficie di Dyakonov, e molto sensibile sia alla traiettoria delle particelle che alla loro velocità, apre la strada allo sviluppo di rivelatori Cherenkov in miniatura su chip Continue reading

Capodanno col botto: visto un Grb da record

Ha viaggiato per oltre 12 miliardi di anni, è arrivato sulla Terra all’alba del primo gennaio ed è uno dei lampi di raggi gamma più potenti e lunghi mai registrati. Fra i primi strumenti al mondo a intercettarne e caratterizzarne il segnale, quelli a bordo del telescopio spaziale “made in Italy” Agile e quelli dei telescopi dell’Osservatorio di Asiago dell’Inaf di Padova. Na parliamo con due fra i protagonisti dell’osservazione, Alessandro Ursi e Lina Tomasella dell’Inaf Continue reading

Levitazione ionica per esplorare i mondi senz’aria

Un team di ingegneri aerospaziali del Massachussets Institute of Technology sta mettendo a punto un nuovo concept per un rover sospeso – un “hover” – che levita sfruttando la carica naturale di corpi celesti senza atmosfera, come la Luna e gli asteroidi. Il modello matematico proposto è stato verificato in laboratorio e ha confermato che l’utilizzo di propulsori ionici miniaturizzati può consentire la levitazione elettrostatica perfino su asteroidi grandi come Psyche Continue reading

Quando una magnetar trema

Registrate per la prima volta in dettaglio le fasi iniziali di una potente scossa avvenuta su una magnetar. Il segnale è arrivato dalla galassia Ngc 253, a oltre 10 milioni di anni luce da noi, ed è stato così intenso che solo lo strumento Asim, a bordo della Stazione spaziale, è riuscito ad acquisirlo senza rimanerne accecato. Fra gli autori dello studio, pubblicato ieri su Nature, c’è anche l’italiano Martino Marisaldi, associato Inaf, oggi all’università di Bergen, in Norvegia Continue reading

aMUSE, il lancio il 1° gennaio 2022

Era aprile, ormai otto mesi fa, quando avevamo annunciato la partenza di aMUSE, il progetto che ha il fine di fare networking tra istituti e aziende europee e laboratori di ricerca statunitensi per incrementare la ricerca e creare sviluppo tecnologico.

La pandemia ha cercato in tutti i modi di fermare questo obiettivo per ben due volte, [...]

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Particelle a sei quark previste dai supercomputer

Alcuni ricercatori giapponesi della Riken, grazie all’impiego di supercomputer per svolgere calcoli di cromodinamica quantisica, hanno previsto l’esistenza di una particella esotica composta da sei quark charm. Lo studio potrebbe approfondire la nostra comprensione di come i quark si combinano per formare i nuclei atomici. Media Inaf ha intervistato Stefano Marcellini dell’Infn, esperto di fisica delle particelle Continue reading

Quando sono “apparsi” i primi buchi neri?

Un nuovo modello alternativo che tenta di spiegare la nascita e l’evoluzione dell'universo prevede che i buchi neri primordiali siano di fatto quella che gli scienziati chiamano materia oscura. Secondo Nico Cappelluti, associato Inaf, «il nostro studio mostra che, senza introdurre nuove particelle o una nuova fisica, possiamo risolvere i misteri della moderna cosmologia, dalla natura della materia oscura stessa all'origine dei buchi neri supermassicci» Continue reading