RICERCATRICE DEL GSSI VINCE IL PREMIO MICROSOFT
Catia Trubiani, ricercatrice post-doc in Informatica presso il GSSI, si è aggiudicata quest’anno uno dei premi messi in palio da Microsoft Research per i migliori progetti di ricerca. Il premio prevede di poter usufruire per un anno della piattaforma Microsoft Azure per eseguire calcoli di grandi quantità di dati utilizzando le risorse cloud. Il valore di mercato stimato del premio è di 40.000 dollari in risorse di calcolo. DESPACE (DEtecting and Solving Performance Antipatterns in Cloud Enviroments) è il nome del progetto vincitore: il suo obiettivo è lo sviluppo di un prototipo per analizzare le aste online. “Un supporto raccoglierà i dati – spiega Catia Trubiani – mentre Microsoft Azure sarà l'infrastruttura cloud per la loro elaborazione e per la pianificazione delle azioni a supporto di comunicazioni veloci e sicure durante le aste “. Il sistema sarà self-adaptive cioè in grado di rilevare potenziali problemi di performance e risolverli anticipatamente tramite l'utilizzo di antipattern che descrivono le cosiddette bad practice, vale a dire i problemi che si incontrano più frequentemente durante lo sviluppo del software e le loro soluzioni. L'obiettivo del progetto è garantire un sistema con adeguate prestazioni assicurando riservatezza e sincronizzazione dei dati”, conclude Trubiani.
“Questo prestigioso riconoscimento, dovuto anche alla collaborazione del GSSI con l'istituto Microsoft presso il Barcelona supercomputing center coordinato da Fabrizio Gagliardi, visiting professor del GSSI, contribuirà sicuramente al far conoscere il GSSI a livello internazionale e offrire ai suoi dottorandi ulteriori possibilità di sperimentazione e collaborazione”, commenta Rocco De Nicola dell’IMT- Institute for Advanced Studies di Lucca e coordinatore del dottorato in Informatica del GSSI.
Un premio nel nome di Bassoli
A poco meno di un anno l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) hanno istituito un premio lui dedicato Continue reading
UN PREMIO DEDICATO A ROMEO BASSOLI
Comunicato stampa. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) hanno istituito un premio per la raccolta delle testimonianze orali della scienza, dedicato a Romeo Bassoli, giornalista scientifico di grande levatura, capo ufficio comunicazione dell’INFN, fino al giorno della sua scomparsa, nell’ottobre 2013, e per molto anni docente del master in comunicazione della scienza della SISSA.
L’obiettivo finale del premio è dare voce a testimonianze ed esperienze che raccontino la scienza, raccogliendole e organizzandole in un archivio consultabile e fruibile da tutti.
Il premio andrà, quindi, al miglior progetto per la raccolta delle testimonianze orali, nella consapevolezza che la scrittura è una delle forme di comunicazione e condivisione del sapere: la tradizione orale, il racconto sono, infatti, strumenti altrettanto potenti.
“Romeo Bassoli ha cambiato la comunicazione della scienza, ha inventato un nuovo modo di raccontarla e lo fatto in modo stupefacente”, ricorda Fernando Ferroni, presidente dell’INFN. “Il premio è dedicato, in questa prima edizione, al miglior progetto di memoria di scienza sul tema della fisica delle particelle per proseguire idealmente un racconto che Romeo sapeva fare da vero maestro, valorizzando e supportando idee nuove di giovani appassionati di scienza”, conclude Ferroni.
LABORATORI APERTI PER I BENI CULTURALI
Si chiama IPERION_CH.it ed è un progetto grazie al quale ricercatori e conservatori per lo studio di opere d’arte, monumenti e siti archeologici del territorio italiano avranno la possibilità di accedere a laboratori specializzati per l'analisi dei beni culturali. A poter usufruire di questa opportunità saranno tre progetti di ricerca selezionati, sulla base dell’eccellenza da un peer review panel indipendente, tra quelli che hanno aderito al bando a partire dal 15 luglio. I ricercatori che risulteranno vincitori avranno sia accesso fisico alle strutture di IPERION_CH.it, sia accesso remoto, inviando al laboratorio campioni da analizzare. Per presentare domanda c’è tempo fino al 15 settembre 2014. Il progetto è realizzato con il supporto finanziario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), grazie alla collaborazione dell’Opificio delle Pietre Dure, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e del Consorzio Interuniversitaio Nazionale per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali (INSTM).
Mare, vulcani e terremoti
Lo studio dell’ambiente marino di alta profondità e il monitoraggio vulcanico e sismico: sono queste le attività di ricerca su cui l’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) hanno deciso di puntare in sinergia Continue reading
MARE, VULCANI, TERREMOTI: INFN E INGV RAFFORZANO LA COLLABORAZIONE
Comunicato stampa INFN-INGV. Lo studio dell’ambiente marino di alta profondità e il monitoraggio vulcanico e sismico: sono queste le attività di ricerca su cui l’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) hanno deciso di puntare in sinergia. I due enti, la cui collaborazione è sancita fin dal 2001 da una Convenzione Quadro, hanno individuato gli obiettivi su cui incentrare e ulteriormente sviluppare la collaborazione nei prossimi anni.
Il primo obiettivo, internazionale, è intensificare la collaborazione, già avviata dal 1996, nelle ricerche in ambiente marino particolarmente profondo attraverso due infrastrutture di ricerca europee: KM3NeT (A multi-Km3 sized Neutrino Telescope, www.km3net.org) ed EMSO (European Multidisciplinary Seafloor and water-column Observatory, www.emso.eu.org).
KM3NeT, che conta sull’importante contributo dell’Infn con i suoi Laboratori Nazionali del Sud, è dedicato allo studio dei neutrini cosmici ad altissima energia e prevede l’installazione, a 3500 m di profondità nel mare al largo della Sicilia, di una serie di torri dotate di rivelatori, che formeranno complessivamente un telescopio del volume di un chilometro cubo. EMSO, che vede l’Italia con l’Ingv come coordinatore a livello europeo, rappresenta la rete permanente sottomarina nei mari circondanti l’Europa dall’Artico al Mar Nero, passando per il Mediterraneo. All’interno di queste attività i due enti hanno sviluppato, al largo della Sicilia, due infrastrutture cablate per il monitoraggio multiparametrico in ambiente marino profondo, uniche nel loro genere nel bacino del Mediterraneo e fra le poche al mondo: KM3NeT-Italia, con le sue torri, e NEMO-SN1, nodo operativo di EMSO, osservatorio sottomarino multidisciplinare per il monitoraggio sismico, oceanografico e acustico.
Il secondo obiettivo, tramite il progetto Premiale MURAVES, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), prevede l’allestimento di due dispositivi alle pendici del Vesuvio per misurare il flusso di muoni (particelle di origine cosmica). I ricercatori Ingv e Infn faranno così una “radiografia” al vulcano per produrre una mappa di densità in 2D e in 3D ad alta risoluzione della sua struttura sommitale e per tenerlo sotto monitoraggio continuo.
Il terzo obiettivo, per lo sviluppo congiunto di studi sismologici avanzati, G-GranSasso, prevede l’installazione, unica al mondo, di un sofisticato interferometro laser nelle viscere della Terra, chiamato GINGERino, alla profondità di 1400 metri, all’interno dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn, in grado di analizzare la frequenza e l’ampiezza delle onde sismiche. G-GranSasso ha come scopo ultimo lo sviluppo di tre sensori opportunamente orientati, che permetteranno non solo studi sismologici avanzati, ma anche test di Relatività Generale e misure della velocità angolare terrestre.
“La partecipazione a progetti, finanziati in ambito Europeo, Nazionale e Regionale, ha permesso la realizzazione di infrastrutture marine per il monitoraggio sismico, vulcanico, oceanografico e acustico uniche al mondo che pongono l’Italia e i due enti all’avanguardia”, dichiara il Presidente dell’Ingv, Stefano Gresta. “Rafforzare questa collaborazione, oramai pluriennale aiuterà ad affrontare con un approccio sempre più globale i problemi collegati ai cambiamenti climatico-ambientali e ai rischi sismico e vulcanico, attraverso l’impiego di nuove e sofisticate tecnologie per la ricerca”.
“È sempre più evidente che mettendo in comune le capacità e le esperienze sviluppate all’interno di diversi Enti e in diversi campi della ricerca si possono costruire progetti multidisciplinari ambiziosi e che attivano energie nascoste”, commenta con soddisfazione Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Questi terreni di collaborazione tra Infn e Ingv speriamo siano l’inizio di una collaborazione sempre più estesa e profonda”, conclude Ferroni.
Ad agosto i francobolli sui laboratori nazionali dell’INFN
E’ MORTO BRUNO ZUMINO
Il fisico Bruno Zumino, professore emerito all’Università della California, Berkeley, è morto sabato 21 giugno, all’età di 91 anni. Zumino è considerato il padre della teoria chiamata Supersimmetria, una delle principali candidate a unificare le forze fondamentali della natura ma ancora in attesa della conferma sperimentale. Lo ricorda il collega e amico Antonio Masiero, fisico teorico e vicepresidente dell’INFN: “Quando nel ‘79 incontrai Bruno Zumino per la prima volta nei corridoi del CERN, era già famoso, era il papà della Supersimmetria (SUSY) perché, insieme con Wess, qualche anno prima, nel ‘74, aveva scritto la prima teoria SUSY quantistica di campi interagenti (la prima nel mondo “occidentale” perché, poco prima, in URSS, Volkov e Akulov avevano già introdotto SUSY, ma a quel tempo la comunicazione tra i due lati della cortina di ferro era molto difficile). L’azione di Zumino fu decisiva nello sviluppo seguente in cui SUSY venne interpretata quale simmetria locale dando origine a quella che è la teoria della Supergravità (uno dei tre proponenti di tale teoria fu proprio uno dei giovani collaboratori di Zumino, Sergio Ferrara (del CERN e della University of California, Los Angeles, associato all’INFN presso i Laboratori Nazionali di Frascati). È con la Supergravià e la sua evoluzione successiva, la Superstringa, che finalmente quello che poteva sembrare un sogno, e cioè avere un’unica forza in natura che unificasse le forze elettromagnetiche, nucleari deboli, nucleari forti e gravitazionali, divenne concreta possibilità, in una teoria fisica consistente. Bruno era uno di quei (non numerosi) grandi signori della fisica che colpiscono per la profondità e al tempo stesso apparente semplicità di quanto fanno e dicono. La bellezza e la forza della matematica coniugate con un profondo senso fisico sono stati i suoi punti di forza. Eterno sicuro candidato al premio Nobel non appena una particella SUSY si fosse manifestata, purtroppo non ha mai visto (o forse non ha fatto in tempo a vedere) avverarsi il suo sogno: che la sua formidabile e potente intuizione della più grande simmetria compatibile con una teoria di campo quantistica locale, la Superimmetria appunto, trovasse riscontro fisico in natura nell’esistenza dei partner SUSY delle particelle ordinarie. Quarant’anni dopo la teoria di Wess e Zumino, il quesito della SUSY rimane irrisolto: forse LHC ci darà la risposta”.

