#RestartLHC
A due anni dallo spegnimento per i lavori di manutenzione, il Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle più famoso al mondo, è pronto a ripartire: potenza raddoppiata da 6,5 a 13 Tera ElettronVolt e grandi attese per la fisica particellare Continue reading
LHC AI BLOCCHI DI PARTENZA
Dopo una pausa di due anni, durante la quale sono stati eseguiti lavori per migliorarne le prestazioni, LHC, il superacceleratore di particelle del CERN di Ginevra, è pronto a riprendere le sue ricerche. Ancora più potente, raggiungerà energie mai esplorate prima dai fisici in laboratorio. Una conquista della fisica e della tecnologia, cui l’Italia con l’INFN ha portato un contributo importante.
È prevista entro la fine di marzo la ripartenza del Large Hadron Collider (LHC), l’acceleratore di particelle del CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare) di Ginevra. La macchina era stata spenta circa due anni fa, il 14 febbraio 2013, quando si era concluso il Run 1 (cioè il primo periodo di attività), per consentire i lavori che hanno portato a incrementare le sue prestazioni. LHC ora opererà a energia quasi doppia rispetto alla precedente: raggiungerà, infatti, i 6,5 TeV per fascio e, quindi, i 13 TeV nel punto di collisione tra le particelle. Il dettaglio degli interventi che sono stati eseguiti sulla macchina e sugli esperimenti e quello che ci aspettiamo ora come risultati scientifici sono stati illustrati oggi al CERN. Il secondo periodo di attività, il Run 2, inizierà a fine mese, quando saranno fatti circolare nell’anello dell’acceleratore lungo 27 km i primi fasci di protoni. Mentre le prime collisioni tra particelle sono attese tra la fine di maggio e l’inizio di giugno: LHC comincerà così a “fare fisica”, esplorando regioni di energia mai raggiunte prima in laboratorio. Questo consentirà ai fisici di verificare teorie che prima non era possibile mettere alla prova, di cercare segnali di nuove particelle e di nuova fisica, cioè di una fisica che vada al di là del Modello Standard, la teoria che oggi rappresenta la nostra migliore descrizione della natura, delle particelle elementari e delle loro interazioni. “Con la ripartenza di LHC migliorato nelle prestazioni si apre una nuova era per la fisica delle particelle. Dopo la scoperta del bosone di Higgs, ora non sappiamo che cosa ci attende: se le nuove scoperte sono dietro l’angolo oppure se le nostre ricerche si dovranno spingere molto oltre. Sicuramente sarà l’occasione di mettere alla prova molte delle nostre ipotesi: dalla materia oscura, alla supersimmetria, alle extradimensioni”, commenta Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’ente che coordina il contributo del nostro Paese all’impresa di LHC. “La ripartenza del ‘nuovo’ LHC rappresenta una conquista della scienza e della tecnologia, in cui l’Italia ha un ruolo di primo piano, grazie all’eccellenza dei nostri ricercatori e delle nostre industrie”, conclude Ferroni.
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La scoperta di otto galassie nane apre nuovi scenari sulla materia oscura
Due team indipendenti di ricercatori della collaborazione Dark Energy Survey (DES), al Fermi National Laboratory (Fermilab) negli USA e all'Università di Cambridge, hanno annunciato la scoperta di otto nuove candidate galassie nane sferoidali, piccoli corpi celesti che orbitano attorno a galassie più grandi, come la nostra Via Lattea. La scoperta apre prospettive nuove ed estremamente promettenti anche per lo studio della materia oscura, la cui natura è ancora oggi sconosciuta. Le galassie nane, ad oggi le più piccole galassie conosciute, potrebbero rappresentare la chiave per comprendere la materia oscura e il processo con cui si formano galassie di dimensioni maggiori. Si ritiene difatti che le galassie nane siano composte da una quantità di materia oscura molto maggiore rispetto al loro contenuto di materia stellare, visibile. Inoltre, gli scienziati si aspettano che la presenza considerevole di materia oscura, composta da particelle che annichilano nell’urto le une con le altre, sia associata a una intensa emissione di raggi gamma, di fotoni, generati nei processi di annichilazione. Non ospitando altre fonti di raggi gamma, le galassie nane sarebbero quindi laboratori ideali per la ricerca di segnali di materia oscura. “È un giorno speciale per i ‘cacciatori’ dell’elusiva e misteriosa materia oscura. Un’eventuale rivelazione di raggi gamma emessi da queste galassie nane costituirebbe un’evidenza convincente della presenza di processi di annichilazione in atto al loro interno, e una chiara evidenza di segnali di materia oscura”, spiega Ronaldo Bellazzini, ricercatore INFN e responsabile nazionale della collaborazione Fermi-LAT (Large Area Telescope), il telescopio spaziale per raggi gamma, in orbita dal 2008. “Appare quindi molto significativo che contestualmente alla scoperta delle otto nuove candidate nel primo anno di dati di DES - continua Bellazzini - la collaborazione Fermi-LAT abbia reso pubblici oggi due lavori distinti sulla ricerca di emissione gamma da galassie nane sferoidali: un'analisi combinata di quindici oggetti noti in precedenza e una focalizzata sugli otto appena scoperti. Entrambe utilizzano sei anni di dati del rivelatore LAT del satellite Fermi. Anche se non vi è evidenza di emissione gamma da nessuno di questi oggetti, i limiti sui processi di annichilazione che ne derivano sono oggi più stringenti”. DES è un programma di ricerca quinquennale che ha come obiettivo primario lo studio di indizi sulla natura dell'energia oscura, che costituisce circa il 70% dell’universo e che potrebbe spiegarne l’accelerazione. L’interesse per questo risultato, che pone nuovi limiti alla materia oscura (circa il 25% dell’universo) va quindi oltre gli obiettivi di ricerca cosmologica dell’esperimento. I risultati che hanno portato a questa scoperta sono il prodotto del primo anno di attività. Le galassie nane che DES scoprirà da qui al prossimo futuro saranno fondamentali per la ricerca di materia oscura e per la verifica dei modelli che oggi ne descrivono la natura.
IL DIRETTORE DEL GSSI NOMINATO TRA GLI ESPERTI DEL CEPR
Eugenio Coccia, direttore del Gran Sasso Science Institute - GSSI, la scuola di dottorato internazionale e centro di alta formazione dell’INFN, e professore di Fisica a Roma Tor Vergata, è stato nominato dalla Presidenza del Consiglio membro del Comitato di Esperti per la Politica della Ricerca (CEPR).
Il CEPR è un organo consultivo presieduto dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. È composto da nove membri esperti nominati, su proposta dello stesso Ministro, con decreto del Presidente del Consiglio. Il Comitato svolge attività di consulenza e di studio su problemi riguardanti la politica e lo stato della ricerca italiana. Avanza proposte che possano essere rilevanti ai fini della promozione e della valorizzazione della ricerca con riferimento sia a interventi strutturali, sia alla definizione di linee programmatiche strategiche e innovative. Il Comitato concorre inoltre alla determinazione dei criteri e dei parametri di supporto alla verifica dell’efficienza della ricerca. Queste attività sono finalizzate a individuare e suggerire le azioni più idonee per promuovere l’eccellenza nella ricerca italiana, anche al fine di renderla più competitiva nel contesto europeo e internazionale.
Biografia
Eugenio Coccia è Professore Ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Roma “Tor Vergata” e Direttore della scuola internazionale di dottorato “Gran Sasso Science Institute” dell’INFN.
Laureatosi alla Sapienza nel 1980 nel gruppo di Edoardo Amaldi, è stato Fellow al CERN di Ginevra, dove ha sviluppato i rivelatori criogenici di onde gravitazionali. Ha poi diretto gli esperimenti di ricerca delle onde gravitazionali Explorer al CERN e Nautilus ai Laboratori INFN di Frascati e partecipa all’esperimento Virgo a Pisa.
È stato Direttore dei Laboratori INFN del Gran Sasso, Presidente della Commissione Scientifica INFN sulle Astroparticelle e Presidente della Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione. È attualmente Presidente del Comitato Internazionale delle Onde Gravitazionali e Consigliere della Società Italiana di Fisica (SIF).
Nel 2012 ha vinto il Premio “Giuseppe Occhialini” dell’Institute of Physics del Regno Unito e della SIF. Nel 2011 il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana.
NEUTEL 2015, RIFLETTORI PUNTATI SUI NEUTRINI
Si è aperta lunedì 2 marzo, con una lectio del premio Nobel Carlo Rubbia, che ha proposto un innovativo acceleratore di particelle, il “muon collider”, la XVI° edizione dell’incontro biennale International Workshop on Neutrino Telescopes. La conferenza è organizzata dalla Sezione INFN di Padova, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Padova ed è ospitata a Venezia dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti. Dal 1988, anno in cui Milla Baldo Ceolin l’ha concepita e ne ha lanciato la prima edizione, questa iniziativa scientifica è cresciuta negli anni e oggi rappresenta il più prestigioso evento nel campo della fisica del neutrino, capace di radunare i maggiori esperti a livello mondiale.
L’edizione di quest’anno sarà seguita da più di cento fisici, la maggior parte proveniente dall’estero, e delineerà lo stato dell’arte della fisica dei neutrini, un settore di ricerca molto promettente, dal quale infatti ci aspettiamo importanti progressi nella conoscenza del nostro universo.
Nell’ambito degli argomenti trattati, un ruolo di rilievo verrà riservato, come da tradizione, ai telescopi per neutrini: dall’esperimento IceCube al Polo Sud, che ha per primo rivelato neutrini di altissima energia di origine galattica o extra-galattica, al progetto Km3NeT, una iniziativa europea promossa dall’INFN per un osservatorio sottomarino nel Mar Mediterraneo al largo di Capo Passero, di cui negli scorsi mesi è stata portata a termine con successo l’installazione delle prime strutture a 3500 metri di profondità.
Inoltre, il direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, Stefano Ragazzi, passerà in rassegna i progetti del più grande laboratorio sotterraneo al mondo dedicato alle ricerche di fisica astroparticellare: dai rivelatori di neutrini solari a quelli sui decadimenti “doppio beta” dedicati allo studio di processi rarissimi, alle ricerche di materia oscura. Saranno anche discussi i grandi progetti futuri per lo studio del fenomeno di oscillazione dei neutrini, come Juno (Jiangmen Underground Neutrino Observatory) in Cina, LBNF (Long Baseline Neutrino Facility) negli Stati Uniti e Hyper-Kamiokande in Giappone. Una particolare attenzione è stata dedicata alle iniziative dei giovani fisici: la conferenza ha riservato ampio spazio alla sessione dei poster, con 26 partecipanti, che avranno l’occasione di confrontarsi sulle questioni più attuali con i ricercatori “senior” che partecipano al workshop. L’evento si concluderà venerdì 6, con un ampio sguardo sulle prospettive future di queste ricerche.
Il sito della conferenza (https://agenda.infn.it/conferenceDisplay.py?confId=8620)
Continue readingLE PARTICELLE PROTAGONISTE A ORVIETOSCIENZA
COMUNICATO STAMPA. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) parteciperà con le sue ricerche e i suoi scienziati alla terza edizione di OrvietoScienza, dal titolo Democrito aveva ragione?, che si apre domani venerdì 27 e proseguirà sabato 28 febbraio, al Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto. Sono attesi oltre 400 studenti delle scuole superiori. Nel corso della manifestazione, orientata alla diffusione della cultura scientifica nella scuola, e promossa e realizzata in collaborazione con il Liceo Majorana di Orvieto, si parlerà di fisica delle particelle, fisica nucleare e fisica delle astroparticelle. Ma anche delle ricadute tecnologiche che derivano da queste ricerche e del loro impatto sulla società e sull’economia.
Ad accogliere tutti i partecipanti alla manifestazione sarà, in piazza della Repubblica, l’installazione Meet LHC. 60 anni di Italia al Cern. Un percorso fotografico che approfondisce il contributo, spesso determinante, che gli scienziati italiani e dell’INFN hanno portato alle ricerche e alle conquiste scientifiche del più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, il CERN di Ginevra.
Il contributo che gli studenti porteranno a OrvietoScienza è frutto della loro esperienza di visita ai Laboratori Nazionali di Frascati e del lavoro fatto assieme ai fisici dell’INFN che curano il sito di divulgazione ScienzaXTutti. Negli scorsi mesi, infatti, i ragazzi hanno realizzato misure con un vero e proprio rivelatore di particelle cosmiche, sperimentando così il lavoro del ricercatore direttamente sul campo.
Gli appuntamenti
Il programma della manifestazione dedicata alla fisica dell’infinitamente piccolo è davvero ricco e prevede tavole rotonde, esposizioni, rappresentazioni teatrali e proiezioni.
I momenti di incontro con gli scienziati si alterneranno ad altri in cui i protagonisti saranno proprio gli studenti delle scuole superiori con i loro progetti e i loro lavori.
Tre le tavole rotonde con gli scienziati dell’INFN e del CERN: si parlerà del potenziamento e della ripartenza ormai imminente dell’acceleratore LHC e di supercalcolo. Si discuterà anche delle applicazioni derivanti dalla fisica di base e impiegate, in particolare, in ambito medico e artistico. E, infine, si getterà uno sguardo verso il futuro, verso quello che ancora non sappiamo.
Al ricordo di Romeo Bassoli, giornalista scientifico di grande levatura per anni a capo dell’Ufficio Comunicazione dell’INFN, sarà dedicato il pomeriggio di sabato. Le migliori parole e immagini in esposizione saranno premiate nei due concorsi banditi in memoria di Bassoli, Uno scatto di scienza (miglior foto) e #dilloagalileo (miglior articolo).
Per il programma clicca qui.
Continue readingSTUDENTI DELLE SUPERIORI RICERCATORI PER UN GIORNO
COMUNICATO STAMPA: A poche settimane dalla ripartenza, prevista per l’ultima settimana di marzo, della macchina più grande del mondo, l’acceleratore di particelle LHC del CERN di Ginevra, da domani (incominciando dalla città di Napoli) e fino a fine marzo, circa 2400 studenti delle scuole superiori di tutta Italia potranno conoscere dal vivo come funzionano le ricerche dei fisici dal CERN, grazie all’iniziativa Masterclass, coordinata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Anche quest’anno il progetto ha ottenuto il finanziamento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), essendosi classificato come secondo. I ragazzi si recheranno nelle università italiane, dove verranno accompagnati dai ricercatori in un viaggio nelle proprietà delle particelle ed esploreranno i segreti della grande macchina LHC (Large Hadron Collider), dove nel luglio 2012 è stato scoperto l’ormai celebre bosone di Higgs.
Ogni università organizzerà una giornata di lezioni e seminari sugli argomenti fondamentali della fisica delle particelle, seguite da esercitazioni al computer su uno degli esperimenti dell’acceleratore di particelle LHC (ATLAS, CMS, ALICE o LHCb), dove nel tunnel di 27 km a 100 metri di profondità sotto la campagna fuori Ginevra, le particelle si scontrano quasi alla velocità della luce. I ragazzi potranno usare i veri dati provenienti da LHC, per simulare negli esercizi l’epocale scoperta dell’Higgs, ma anche quella dei bosoni W e Z (proprio quelli che nel 1984 valsero il premio Nobel a Carlo Rubbia) e di alcune particelle dotate di una proprietà di nome “stranezza”, oppure potranno esplorare la vita e le proprietà della particella D0. Alla fine della giornata, proprio come in una vera collaborazione internazionale, gli studenti si collegheranno in una videoconferenza con i coetanei di tutta Europa che hanno svolto gli stessi esercizi in altre università, per discutere insieme i risultati emersi dalle esercitazioni.
L’iniziativa, giunta all’undicesima edizione, fa parte delle Masterclass internazionali organizzate da IPPOG (International Particle Physics Outreach Group). Le Masterclass si svolgono contemporaneamente in 42 diverse nazioni, coinvolgono 210 tra i più prestigiosi enti di ricerca e università d’Europa, degli Stati Uniti, del Cile, dell’Ecuador, della Giamaica e del Messico e più di 10.000 studenti delle scuole superiori. Per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sono presenti i Laboratori Nazionali di Frascati e le sezioni di Bologna, Cagliari, Catania, Cosenza, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Milano-Bicocca, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Roma “La Sapienza”, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Torino, Trieste e Udine. (c.p.)
Informazioni sulle Masterclasses:
• Masterclass italiane: http://masterclass.infn.it/
• Masterclass internazionali: http://physicsmasterclasses.org/neu/
• Programma: http://physicsmasterclasses.org/neu/index.php?cat=schedule
Esercizi:
• ATLAS: http://atlas.physicsmasterclasses.org/it/index.htm
• CMS: http://cms.physicsmasterclasses.org/cmsit.html
• ALICE: http://alice.physicsmasterclasses.org/alice-exercise-ita-2013.pdf
• LHCb: http://lhcb-public.web.cern.ch/lhcb-public/en/LHCb-outreach/masterclasses/en/
Per informazioni sulle Masterclass nazionali:
Ufficio Comunicazione INFN, Catia Peduto, catia.peduto@presid.infn.it, tel.: 06 6868162
CALENDARIO MASTERCLASS:
NAPOLI: 26 febbraio, 2 marzo, http://people.na.infn.it/~mastercl/index.html
FIRENZE: 27 febbraio, 16 e 25 marzo, http://masterclass.fi.infn.it/Home.html
ROMA “La Sapienza”: 27 febbraio, http://physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_rome2
BOLOGNA: 5 e 17 marzo, http://www.bo.infn.it/MasterClass/2015/
GENOVA: 6, 9, 16, 18, 25, 30 marzo, http://physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_genoa
ROMA Tre: 6 e 27 marzo, http://physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_rome
PAVIA: 9 e 16 marzo, http://www.pv.infn.it/pages/it/home/masterclass.php
PERUGIA: 10 e 24 marzo, http://www.pg.infn.it/Masterclass2015/MasterclassPG.html
PISA: 12 e 13 marzo, http://www.pi.infn.it/~leone/mc/mc2015/
MILANO: 12 e 25 marzo, https://agenda.infn.it/conferenceDisplay.py?confId=8916
MILANO-BICOCCA: 12 marzo, http://masterclass.mib.infn.it/
UDINE: 12 marzo, http://physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_udine
PADOVA: 12, 16, 19 marzo, http://www.pd.infn.it/masterclasses/2015/
FERRARA: 12 marzo, http://physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_ferrara
CAGLIARI: 17 e 18 marzo, http://www.physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_cagliari
LECCE: 20 e 23 marzo, http://www.physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_lecce&lang=it
FRASCATI: 20 marzo, http://physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_frascati
COSENZA: 25 marzo, http://web.cs.infn.it/en/web/external_community/pmc-2015
TORINO: 26 marzo, http://masterclass.to.infn.it/
TRIESTE: 27 marzo, http://masterclasses.ts.infn.it/masterclass-a-trieste.html
CATANIA: 31 marzo, http://physicsmasterclasses.org/index.php?cat=country&page=it_catania
Continue readingMELANOMA OCULARE: AI LNS RIPARTONO I TRATTAMENTI
Riparte a Catania il Centro di Adroterapia e Applicazioni Nucleari Avanzate (CATANA) dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN dove sono ricominciati i trattamenti di adroterapia per la cura dei tumori oculari (melanoma oculare) con fasci di protoni accelerati dal ciclotrone superconduttore. La ripresa segue una pausa di circa un anno che ha consentito di svolgere le operazioni di manutenzione e upgrade. CATANA è stato il primo centro italiano a trattare pazienti con adroterapia ed è l’unico centro per il trattamento del melanoma oculare operativo in Italia, e uno tra i pochissimi in Europa. Dalla sua entrata in funzione sono stati trattati con percentuali di successo vicine al 95%, oltre 360 pazienti provenienti da diverse
COMUNICATO STAMPA
Melanoma oculare: ai Laboratori del Sud dell’INFN ripartono i trattamenti
CATANA, il primo centro italiano di cura dei tumori tramite adroterapia è nuovamente operativo. La riapertura segue una pausa di un anno necessaria per le attività di upgrade e manutenzione
Riparte a Catania il Centro di Adroterapia e Applicazioni Nucleari Avanzate (CATANA) dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN dove sono ricominciati i trattamenti di adroterapia per la cura dei tumori oculari (melanoma oculare) con fasci di protoni accelerati dal ciclotrone superconduttore. I primi nuovi quattro pazienti si sono sottoposti a un ciclo di cura della durata di circa un minuto per quattro giorni. La ripresa segue una pausa di circa un anno che ha consentito di svolgere le operazioni di manutenzione e upgrade, tra cui in particolare la revisione completa del sistema criogenico dell’acceleratore. Il centro di adroterapia dei LNS di Catania, alla cui conduzione partecipa l’Azienda Ospedaliera Policlinico dell'Università degli Studi di Catania con le strutture di radiodiagnostica, radioterapia oncologica e clinica oculistica, è attivo dal 2002. È stato il primo centro italiano a trattare pazienti con adroterapia ed è l’unico centro per il trattamento del melanoma oculare operativo in Italia, e uno tra i pochissimi in Europa. Dalla sua entrata in funzione sono stati trattati con percentuali di successo vicine al 95%, oltre 360 pazienti provenienti da diverse regioni italiane. “Siamo felici di continuare i trattamenti clinici in Sicilia e ci auguriamo che anche in questa regione l’esperienza ultra decennale maturata sia trasferita in una grande realtà clinica, come già previsto nei programmi sanitari nazionali" commenta Giacomo Cuttone, direttore dei Laboratori Nazioali del Sud dell’INFN.
L’adroterapia
L’adroterapia è una terapia oncologica per il trattamento di tumori localizzati sviluppata nell’ambito della fisica degli acceleratori che consente di minimizzare il danno prodotto ai tessuti sani circostanti. Sfruttando i fasci di adroni (protoni o ioni) emessi dall’acceleratore di particelle il tessuto tumorale viene irraggiato in maniera molto più selettiva di quanto ottenibile con gli altri sistemi di radioterapia oggi disponibili. Nelle sedute di radioterapia tradizionale, infatti, le cellule tumorali sono bombardate con un fascio di raggi x che “brucia” le cellule malate ma distrugge anche quelle circostanti. Al contrario, gli adroni sparati dal fascio dell’acceleratore rilasciano la maggior densità di energia direttamente sul bersaglio, proprio lì dove si trova il tumore, risparmiando i tessuti sani che lo circondano.
Il trattamento clinico
L’acceleratore emette un fascio di protoni ad un’energia di 62MeV puntato esattamente sulla sede del tumore. Il paziente è preparato e allineato con precisione millimetrica sul lettino. L’allineamento e i controlli richiedono un quarto d’ora mentre l’irradiamento è completato in due o tre minuti. Come per la radioterapia convenzionale, il paziente deve essere irradiato per 20-30 giorni. Nel caso dei trattamenti di melanoma oculare, quali quelli trattati a Catania ai LNS, il trattamento avviene in quattro sedute effettuate in giorni consecutivi.
Fisica delle particelle: applicazioni per la salute
Le tecnologie e le tecniche sviluppate nella fisica delle particelle sono utilizzate con successo in medicina, sia in diagnostica sia in terapia, e per lo studio di nuovi farmaci. In particolare, la fisica degli acceleratori si è dimostrata cruciale per sviluppare terapie oncologiche (adroterapia) per il trattamento di tumori localizzati contraddistinte da altissima precisione e basso impatto sui tessuti sani. Lo dimostrano in, Italia, lo sviluppo del centro di adroterapia oncologica di Pavia, il CNAO, del centro di adroterapia oculare di Catania, CATANA, ai Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN - primo in Italia per la protonterapia - e del più recente centro di protonterapia di Trento. La diagnostica per immagini deve moltissimo alla fisica nucleare, che ha portato allo sviluppo della Tomografia Computerizzata (Tc) alla Tomografia a Emissione di Positroni (PET), prima applicazione pratica dell’uso dell’antimateria, alla Risonanza magnetica Nucleare (RMN). In particolare, oggi i Laboratori Nazionali di Legnaro dell’INFN sono impegnati con la nuova infrastruttura SPES nella produzione di fasci radioattivi per la preparazione di radioisotopi per la diagnostica medica Inoltre l’esperienza maturata per lo sviluppo di algoritmi e software per l’analisi di immagini ha trovato applicazione in programmi di analisi automatica che si stanno studiano per l’impiego in futuri programmai di screening.
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