Un buco nero primordiale per CR7
CR7 è una galassia a circa 13 miliardi di anni luce da noi, e grazie a uno studio teorico sviluppato da un team di ricercatori statunitensi è stato possibile stabilire che la sua intensa emissione è probabilmente dovuta a un buco nero primordiale al suo centro, formato per collasso diretto. Il commento di Fabrizio Fiore dell’INAF Continue reading
Batte forte il cuore della nebulosa del Granchio
Il telescopio spaziale di ESA e NASA cattura la radiazione della stella di neutroni al centro della nebulosa del Granchio e ci regala un primo piano mozzafiato sulla regione più nascosta di questo oggetto celeste, generato quasi mille anni fa da una esplosione di supernova Continue reading
Titano, un tesoro prebiotico anche senza acqua
Non è detto che solo dove c'è acqua può esserci vita. Ne sono convinti alcuni ricercatori i quali credono che la luna più grande di Saturno possa ospitare molecole prebiotiche capaci di resistere alle temperature estreme presenti su quel gelido mondo Continue reading
Hubble osserva l’asteroide trasformista
Asteroide sì, ma anche un po' cometa. A studiare meglio la natura di questo particolare oggetto che orbita nel nostro Sistema solare ci ha pensato il team di ricercatori guidato da David Jewitt dell'Università della California, a Los Angeles grazie alle riprese del telescopio spaziale di NASA ed ESA Continue reading
Mercurio e i suoi segreti
Mercurio osservato con la sonda MESSENGER targata Nasa svela un’inspiegabile eterogeneità della sua superficie. Un gruppo di ricercatori del Johnson Space Centre di Houston ha provato a darne una spiegazione simulando come queste rocce si siano differenziate al variare della pressione e temperatura di formazione. Il commento di Gabriele Cremonese (INAF) Continue reading
Immagine EO della Settimana: Monte Sant’Elena

Il satellite Sentinel-2A ha catturato questa immagine del Monte Sant’Elena, nello Stato di Washington, Stati Uniti, lo scorso 8 febbraio.
Continue readingBuchi neri fuggitivi
Secondo uno studio teorico, con la nuova generazione rivelatori spaziali per lo studio delle onde gravitazionali sarà possibile misurare lo spostamento Doppler dell’emissione dovuto alla velocità della sorgente. I primi nel mirino sono i buchi neri che, in seguito a una fusione, vengono lanciati nello spazio intergalattico a migliaia di km al secondo Continue reading

