Le Maree

Ventunesima puntata


Cosa c’è di più comune delle maree? Le conosciamo tutti e sappiamo che hanno a che fare con la Luna… ma siamo sicuri di sapere davvero come funzionano?

  • Autore: Gianluca Li Causi
  • Altre voci: Chiara Piselli
  • Regia: Edoardo Massaro

Le musiche di sottofondo sono:

 

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12 Responses to Le Maree

  • Algerino Patrignani says:

    La resistenza del fondo marino crea uno sfasamento angolare delle maree rispetto alla verticale della luna?

  • Roberto says:

    Grande spiegazione, menomale che c’è FISICAST!

  • lorenzo says:

    Salute a tutti amici. Molto bella anche questa puntata, e trovo molto interessante, anche il centro di massa che spiegate così bene.
    Ma se il centro di massa non fosse sotto terra bensì fuori, a poche centinaia di metri dalla superficie, noteremmo dei fenomeni del tipo le “montagne fluttuanti” del film “Avatar”?
    E se ci fossero più lune? immagino che il centro di massa sarebbe in continuo movimento.
    Inoltre facendo questo ragionamento mi sorge un’altro dubbio: non ho mai notato se esistono dei sistemi in cui ci sono più satelliti che viaggiano in direzioni opposte. Voglio dire che non ho mai visto ad esempio due lune che orbitano evidentemente su orbite diverse, ma una in senso orario e l’altra in senso antiorario attorno a un pianeta.
    Perché questo? Sono io che non ho mai fatto caso a un fenomeno del genere o esiste una ragione che ignoro?
    Saluti e grazie.

    • No. Ma sono ottime domande: il centro di massa è in effetti fuori da entrambi i corpi in molte “stelle binarie”, cioè stelle che orbitano una attorno all’altra, come fanno la Terra e la Luna. In alcuni di questi sistemi i due corpi sono quasi uguali e hanno orbite strettissime, tanto che la loro interdistanza è paragonabile ai loro raggi, e qui gli effetti di marea sono enormi e deformano la forma di una delle due stelle, o di entrambe, tanto che il plasma dell’una può fluire fino a cadere nell’altra. Questo avviene se il materiale di una stella raggiunge il punto di equilibrio tra la gravità dei due corpi, che però, attenzione, NON è il centro di massa! E’ facile confondersi, ma “centro di massa” e “punto di equilibrio gravitazionale” sono due cose diverse! Il centro di massa infatti NON dipende dalla gravità, ma è solo il centro di inzerzia del sistema. Per farti capire, il sistema Terra-Luna orbiterebbe attorno al centro di massa anche se Terra e Luna non avessero gravità ma fossero attaccati da una sbarra. Perciò anche se il centro di massa fosse a cento metri sopra la superficie terrestre non ci sarebbero montagne fluttuanti, perché il punto dove la gravità della Luna uguaglia quella della Terra non sta lì, ma si trova vicino alla Luna. Solo se portassi una montagna in quel punto, allora la vedresti fluttuare nello spazio, senza cadere sulla Terra nè sulla Luna (per poco tempo però, perchè l’equilibrio è instabile: basta spostarsi un minimo per cadere sulla Terra, o sulla Luna!).
      Per la tua seconda domanda, se ci fossero più lune (come su Marte ad esempio, dove ce ne sono due, o su Giove e Saturno che ne hanno decine), ci sarebbe in ogni caso un singolo centro di massa, fisso, e tutti i corpi vi ruoterebbero attorno (a meno di situazioni in cui una luna ruota attorno all’altra, in questo caso il centro di massa delle due lune ruoterebbe attorno al centro di massa del sistema). In entrambi i casi, quello di due corpi e quello di più corpi, le orbite potrebbero essere ellittiche invece che circolari e di conseguenza da distanza tra il centro di ogni corpo e il centro di massa cambierebbe di continuo (cosa che in realtà accade anche con la Luna, la cui orbita è leggermente ellittica e quindi la posizione del centro di massa sotto la superficie terrestre cambia un po’).
      Infine, in generale il verso di rivoluzione dei satelliti e dei pianeti e anche il verso di rotazione su se stessi dei satelliti e dei pianeti sono tutti uguali perché i sistemi planetari si formano dalla condensazione della nube di gas e polveri da cui nasce anche la stella centrale, tuttavia ci sono molti casi di orbite o rotazioni “retrograde”, principalmente dovuti a cambiamenti di rotta dovuti a scontri o passaggi ravvicinati tra i corpi, o a cattura di un satellite da parte di un pianeta.
      A presto
      Gianluca

      • lorenzo says:

        Quindi ho capito correttamente se dico che in realtà il centro di massa sta fermo e invece sono i corpi che si spostano da esso? Quindi siamo noi a spostarci non il centro di massa.
        Mi viene in mente un esempio particolare che ho ragionato adesso: se prendiamo una trottola e la sbilanciamo su un lato, essa ruoterà vibrando perché “cercherà” di ruotare attorno al centro di massa, quindi il centro di massa sarà fermo mentre la trottola continuerà a girarci attorno vibrando.
        E’ corretto ciò che ho detto o non ho capito correttamente?
        Saluti Lorenzo.

        • Esatto, se non ci sono forze esterne, il centro di massa sta fermo. Nella realtà c’è la gravità del Sole e quindi il centro di massa Terra-Luna orbita attorno al Sole; se Terra e Luna fossero sole nell’universo, il centro di massa sarebbe immobile.
          Invece, il motivo per cui la trottola “cerca” di star dritta anche se la sbilanci è completamente diverso e riguarda la “conservazione del momento angolare”, una cosa di cui parleremo in una puntata in preparazione sulla bicicletta.

  • Daniele says:

    Ciao, mentre è intuitivo il fatto che le basse maree hanno la stessa “quota sul livello medio del mare”, le alte maree sono uguali oppure quella dalla parte della luna è diversa da quella opposta? E, in ogni caso, perché?

    • Grazi edella domanda: per quel che abbiamo detto, vista dal centro della Terra (dove la forza di attrazione della Luna è controbilanciata dalla forza centrifuga della rotazione del sistema Terra-Luna) la forza mareale è una forza bi-direzionale che “stira” la Terra e il mare ugualmente nelle due direzioni, perciò le due maree sono identiche (assumendo ovviamente una Terra perfettamente sferica e mare dappertutto).

  • Roberto Carlini says:

    Un commento e una richiesta: 1. La vostra spiegazione delle maree è a dir poco illuminante; 2. Vi andrebbe prima o poi di spiegare al vostro modo anche la (non) influenza delle costellazioni sulla personalità degli individui e la questione della precessione degli equinozi? Trovo sia una delle questioni non solo più ignorate, ma anche più dure da assimilare da parte di chi segue gli oroscopi!

    • Caro Roberto, grazie mille per il bel commento!
      Per quanto riguarda la non-influenza considera che in generale è stato già difficile per la scienza appurare le influenze reali, cioè le cinque interazioni fondamentali gravitazione, elettromagnetismo, forza debole, forza forte e interazione di Higgs. Ci sono voluti secoli di storia per arrivarci. Tentare di dimostrare anche le non-influenze richiederebbe per lo meno lo stesso tempo, ammesso che sia possibile dimostrare che qualcosa non-è! Il compito della scienza è spiegare ciò che accade, non contestare le spiegazioni alternative: considera che si possono costruire *infinite* spiegazioni alternative per qualsiasi evento, basta aggiungere ipotesi ad hoc.
      Detto questo l’esperienza personale mi ha fatto capire che anche laddove le spiegazioni ci sono è del tutto inutile darle a chi vuole comunque credere a oroscopi e cose simili. Anzi è contro-producente perché *giustamente* ti faranno notare che NON puoi dimostrare che le cose non avvengano secondo influenze metafisiche. Ma pensaci bene, la spinta che muove chi crede nel paranormale, nell’astrologia e via dicendo è la meraviglia positiva verso l’ignoto, la stessa che muove lo scienziato! Fai attenzione che non è questione di intelligenza come troppo facilmente di crede. Chi crede nel paranormale, nell’astrologia o nei cerchi nel grano non è uno stupido è uno capace di meravigliarsi di fronte all’ignoto: il problema non è nell’attrazione per il mistero, ma nel modo in cui tale attrazione viene sviluppata!
      Perciò in FISICAST non tentiamo mai di controbattere spiegazioni alternative, ma spieghiamo ciò che la scienza ha scoperto e capito e come ha fatto a farlo. Se questo viene compreso, l’attitudine a cercare l’ignoto in direzioni non scientifiche viene attenuata.
      Se ci riusciremo potremmo fare una puntata sul principio di semplicità e su come la scienza progredisca senza aver accesso alla realtà esterna…
      Grazie ancora per l’intervento.

      • roberto says:

        Non avevo mai considerato la cosa sotto questo punto di vista, e lo trovo interessante e illuminante: grazie davvero gianluca per aver risposto in modo così articolato!

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